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Legnano e con la
pace di Costanza nel 1176 si sanciva il riconoscimento del consolato milanese e il diritto dei milanesi di eleggere i consoli senza l'intromissione dell'arcivescovo.
Dopo la pace di Costanza il nuovo ceto borghese mirava ad aumentare la propria potenza e nel 1216 si registra l'istituzione di un regolare governo podestarile, che assicura a tutti i cittadini l'uguaglianza giuridica. In quest'epoca sono fiorenti le industrie laniere e dei metalli, e il commercio viene incrementato grazie alla costruzione dei
Navigli, inoltre fu dato inizio all'erezione del Castello
e del Duomo.
Con gli interessi commerciali iniziano le lotte per il governo della città, e così il governo passa dalle mani dei
Torriani, ai Visconti e agli Sforza la cui dinastia regnerà fino al 1535, coincidendo con il Rinascimento italiano, e che culminò nel regno di
Lodovico il Moro.
Dopo gli Sforza, Milano, che fino ad allora aveva vissuto anni di grandissimo fervore
intellettuale ed artistico che avevano dato luogo a opere fastose (il Castello venne trasformato in una sfarzosa residenza, la costruzione dell'imponente cattedrale continuò, e vennero edificati la preziosa chiesa di Santa Maria delle Grazie e il grandioso ospedale Maggiore, o Ca'
Granda), attraversò secoli bui con la dominazione
spagnola. Gli spagnoli infatti, che tennero il controllo della città dal 1535 al 1713, imposero tasse e dazi su ogni tipo di merce e di beni, inoltre la ci furono due forti epidemie di peste che spinsero i milanesi al minimo storico.
Per la ripresa economica e sociale si dovrà aspettare il 1740 con la salita al trono
dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria che varò importanti riforme
dando avvio a un importante periodo di sviluppo culturale, economico e architettonico che fecero rifiorire commercio e industria e soprattutto diede il via alla
stesura del catasto, che entrò in vigore nel 1760.
Nel 1796 Napoleone entrò a Milano e nel 1797 la città venne scelta come capitale della Repubblica Cisalpina. Milano continuò a ingrandirsi, a prosperare e a fare cultura con la
Scala, le infrastrutture, i palazzi e le
opere pubbliche. Ma nello stesso tempo aumentava il malcontento generale per l'iniquità fiscale e la leva obbligatoria, che aveva pagato un tributo troppo alto di sangue. Dopo la caduta di Napoleone arrivò
Radetzky, ma ormai i milanesi erano politicizzati e molti di essi aderirono ai moti rivoluzionari del 1821. Solo però il
18 marzo 1848, con le 'Cinque Giornate di Milano' il popolo riuscì a cacciare gli austriaci.
Milano così venne annessa al Piemonte e poi, nel 1861, al Regno d'Italia.
Politicamente, socialmente ed economicamente Milano fu negli anni seguenti un fulcro indiscusso dello sviluppo dell'Italia. Venne ampliata la rete ferroviaria e sorsero industrie e banche, si svilupparono le infrastrutture e i servizi municipali (acquedotti, fognature, rete del gas) e apparirono i tram elettrici. I primi moti socialisti trovarono un terreno fertilissimo nel proletariato urbano. Il movimento interventista, il futurismo, la scapigliatura sorgono a Milano, che vede nel 1922 anche la nascita del partito fascista. Durante l'epoca del fascismo, la città vide l'edificazione di imponenti edifici come la Stazione Centrale, il Palazzo di Giustizia, lo stadio San Siro, il velodromo
Vigorelli, l'Idroscalo. L'anno successivo vennero aggregati alla città di Milano molti comuni limitrofi, che da borghi rurali a economia prevalentemente agricola diventarono periferia cittadina.
Nel '42 e nell'agosto del '43, Milano viene quasi rasa al suolo dai bombardamenti, ma dopo la guerra, la città iniziò subito la ricostruzione; i suoi successi (anche grazie ad alcuni grandi sindaci) ne hanno consacrato l'attuale ruolo di centro economico e finanziario.
Oggi Milano, capitale economica e finanziaria, è la vera porta italiana sull'Europa. La città della Borsa e delle banche offre un'affascinante combinazione di tradizione e innovazione, ricchezza e stile, cultura e glamour. La visita a un edificio storico può essere interessante quanto una passeggiata nella zona di via
Montenapoleone, dove le grandi firme hanno eretto i propri templi. Una tappa alla Pinacoteca Ambrosiana può essere stimolante come l'incontro con un autore contemporaneo in una libreria del centro. Ma la grande forza di Milano è la sua capacità di rinnovarsi costantemente, spesso anticipando mode e costumi.
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