Cenni Storici
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Il nome Milano deriva da 'Mediolanum', nome che sarebbe da attribuire all'antico nome celtico Midland, cioè "terra di mezzo" o, secondo altri, a un bassorilievo rappresentante una scrofa per metà ricoperta di lana, da cui "mezzalana" e quindi Mediolanum.
Secondo lo storico Tito Livio la prima pietra del nucleo milanese fu posta dal capo gallo
Belloveri nel 1603 a.C., esso sorgeva su una lieve altura in una vasta zona paludosa, essendo Milano al confine tra una zona arida
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e una zona ricca di paludi destinata oggi a risaie e marcite.
Nel 222 a.C. le legioni di Roma conquistarono tutta la zona che assunse via via un importante ruolo strategico e commerciale, e vi cominciarono ad edificare. Ma dovettero fare i conti con
Annibale e gli stessi abitanti di
Mediolanum, ma nel 169 a.C. però, riuscirono a riconquistare tutta la zona e nel 49 a.C. vi entrò
Giulio Cesare. Quest'ultimo elevò Milano a "municipio" e concesse la cittadinanza agli abitanti.
Nel 286 d.C., Mediolanum venne scelta come residenza dell'imperatore romano d'Occidente,
Massimiano che fece erigere un grandioso anfiteatro nei pressi dell'attuale via Arena, il Foro vicino a piazza San Sepolcro e, soprattutto, una nuova cinta muraria che raddoppiava da 50 a 100 ettari l'area edificata e che arrivò così a comprendere l'attuale zona fra via
Montenapoleone, piazza San Babila, corso Europa, il Verziere, piazza
Missori, piazza Vetra, via Cappuccio, via San Giovanni sul Muro e via Monte di Pietà. Di queste mura rimangono, a testimonianza del passato, una
torre poligonale e un tratto fortificato al Monastero Maggiore, e i resti della Porta Ticinensis al
Carrobio. La Milano romana occupava la zona immediatamente a sud-ovest di piazza Duomo e il suo orientamento SO-NE, NO-SE corrisponde a quello attuale, essendosi sviluppata a raggiera dal nucleo originario.
Intanto Milano era diventata un importante centro del cristianesimo e nel 313 l'imperatore
Costantino promulgò l'editto che permetteva libertà di culto ai cristiani e Milano continuò a crescere e a prosperare. In seguito in Italia si diffusero le invasioni barbariche e nel 452 entrarono a Milano gli unni di
Attila, nel 489 gli ostrogoti di Teodorico, nel 538
i goti e burgundi e infine nel 569 i longobardi dai quali deriva il nome della regione
lombardia. Con il re longobardo Agilulfo, la città perse la sua potenza dopo la spartizione di Milano e Pavia tra i due figli del re, e Pavia fu il centro più importante del regno. Solo con
Carlo Magno che predilesse Milano a Pavia la città riacquistò importanza anche perchè la scelse come sede di una zecca.
Dopo la morte di Carlo Magno, assunsero grande importanza i vescovi fra i quali spiccò
Ariberto
d'Intimiano, consacrato nel 1018 arcivescovo di Milano. Quest'ultimo nominò imperatore
Corrado II e gli chiese aiuto per combattere i valvassori, vassalli dell'arcivescovo, che gli si erano ribellati, ma Corrado in seguito fu scacciato dai milanesi, e successivamente rafforzatosi al potere, imprigionò Ariberto che non intendeva rinunciare al suo ruolo di portavoce della chiesa ambrosiana. Dopo la morte di Corrado,
la nuova classe emergente dell'economia milanese costituita da banchieri, possidenti e mercanti, chiedeva più partecipazione alla gestione cittadina. Dopo la morte di Ariberto (1045) troviamo a Milano una curia corrotta e simoniaca con l'arcivescovo
Guido da Velate e un malgoverno generale che portarono ad un movimento popolare che chiedeva il ritorno all'originaria povertà della chiesa e che riuscì a scacciare da Milano il corrotto arcivescovo e a fare proseliti. Continua
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